Barbara Gazzabin, genitori di origine mittleuropea trapiantati a Lecce, nasce casualmente sotto le ciminiere di Colleferro: il risultato è un impasto decisamente complicato ma frizzante e stimolante. Controcorrente e ribelle per natura ma con giudizio, ama viaggiare, ma si laurea anche in Pedagogia e insegna Lettere e Filosofia a un paio di generazioni, non abbandonando mai la passione per l’arte e la cultura, né quello per la famiglia e per la natura.
Il retroterra umano ed esperienziale accumulato negli anni, le permette, ora che si dedica al giornalismo, alla stesura in collaborazione di volumi d’Arte, a cataloghi di mostra, a magazines, romanzi e riviste culturali, di risolvere agilmente il famoso dilemma di Nanni Moretti (mi si nota di più se vado o se non vado?).
In realtà ama esserci sempre e ovunque si parli di un libro, un quadro o una nota musicale per dar voce a tutto ciò che di bello sa diffondere la cultura. Sarà l’impronta del magnifico Barocco leccese o il “ricordo trascendente” del fumo dell’originaria ciminiera?