Eugenio Armati (Città di Castello 11 gennaio 1911 – Roma 22 agosto 1989) ha trascorso parte dell’infanzia e dell’adolescenza presso le Piccole Ancelle del Sacro Cuore, ordine fondato da mons. Carlo Liviero, vescovo di Città di Castello, da lui considerato padre spirituale e venerato come santo.
Tipografo-compositore, prima a Todi e poi a Roma, ha nutrito una forte passione per la scrittura. Ha lasciato alcuni racconti per bambini e ragazzi, numerose lettere e un manoscritto da lui intitolato Aride zolle che le figlie, rispettando integralmente il testo, hanno trascritto per la stampa. Anche le parole straniere sono state mantenute nella forma scelta dall’autore.
In Aride zolle Eugenio Armati, creando il personaggio di Stato Civile, un fante tra i fanti, ha riportato in forma narrativa quanto accadutogli durante la seconda guerra mondiale, in quel forzato viaggio che lo ha portato, dal 1939 al 1943, in diversi luoghi dell’Italia, della Jugoslavia e della Russia.
Partito per la Russia il 30 novembre 1941 è tornato in Italia con il terzo e ultimo avvicendamento il l5 novembre 1942.
Il vero diario è andato perduto in un bombardamento, ma la ricca corrispondenza, intercorsa non solo con la fidanzata e poi moglie, ma anche con gli amici romani e tifernati, è testimone di questa ‘narrativa vissuta’.