Fiorella Soldà, umbra ma di origini venete, ama musica e letteratura, cinema e bricolage. Laureata in Lingua e Letteratura francese, cura interessi culturali nell’ambito della medesima civiltà, passata e attuale.
Scrivere, per lei, è un’esigenza personale che l’aiuta a dar corpo a immagini e situazioni osservate con “sguardo altro”: quello interiore, al fine di capire l’animo umano.
Nel 2002 ha pubblicato La donna del treno (Morlacchi Editore). Ha continuato, poi, sempre per lo stesso editore, con Camilla (2005); Filigrana (2007); La Signora si veste di scuro (2008); Paillettes (2009); L’Ambulante (2011); Il confine della salvezza – Viaggio nella narrativa di Irène Némirovsky (2014).
Ha inoltre collaborato, con AA.VV. e sempre per lo stesso editore, a Prose e Poesie per raccontare la Terza Età (2003); La ballata del…si dice (2007); Se la tradizione orale lascia un segno… (2015).
Con Irène Némirovsky si è classificata al primo posto per la sezione saggistica al Premio letterario “Città di Castello” edizione 2015.