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centottantasei gradini

Centottantasei

gradini

14.00 11.09

In questo romanzo liberamente ispirato alla biografia della scrittrice ebrea tedesca Grete Weil (1906-1999), si racconta una giovinezza spensierata e trasgressiva nella Berlino degli anni ‘20, la catastrofe della dittatura e della persecuzione, il dolore dell’esilio e la colpa della collaborazione al Consiglio Ebraico, l’esistenza umiliata nel campo olandese di Westerbork, infine la disperata attesa della fine della guerra. Ma si racconta soprattutto la storia di una donna e del suo amore per l’amore, la sua sopravvivenza alla violenza inaudita nella zattera della solitudine, la sua capacità di guardare al futuro dopo le macerie.

Le pagine di questo romanzo restituiscono con precisione documentaria dettagli sull’emigrazione degli ebrei tedeschi e sui meccanismi della deportazione, dello sterminio, del ritorno dei sopravvissuti; ma in esse si trova soprattutto la storia esemplare di una donna che ha saputo dire ‘no’ prima alle convenzioni e poi all’orrore, ha accettato la realtà della morte come parte della vita, non ha mai rifiutato la gioia dell’eros, ha sopportato tutto quel che il cuore di una donna può sopportare e infine, contro ogni speranza, ha trovato la via per tornare a sperare. Piccolo archivio di memoria, questo romanzo è perciò anche un prezioso invito alla resistenza in ogni frangente; ed è infine un implicito ricordo, a tratti struggente, del coraggio forte e silenzioso di tante, troppe donne vittime di violenza.

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Peso 0.31 kg