Amoroso

Il cantastorie cieco

20.00

Il cantastorie fa parte di quella ristretta gilda di veggenti che ha imparato a trascurare ciò che è irrilevante ed è esente dalla sindrome di affaticamento informativo e da quel sovraccarico cognitivo che affannano le menti dell’età analogica e digitale. A compensare l’incipiente cecità il cantastorie ha sviluppato per contro quella capacità non sensoriale di vedere in profondità e di ricomporre le immagini del mondo che gli giungono incerte e disarticolate in una metaforica sarabanda con l’aiuto di consolidate teorie e di lisergici vaneggiamenti.
L’obiettivo che egli si propone per i lettori non è quello di persuadere, di propalare l’arcano o di rivelare verità assiomatiche, ma si accontenta di vagare tra cielo e terra, tra il mito e la cronaca. E gli argomenti trattati riguardano l’evoluzione genetica e culturale dell’uomo, le leggi fisiche e metafisiche a cui deve sottostare, la dicotomia corpo e anima, e infine la morte, la coscienza della fine della nostra esistenza che rappresenta il piccolo contributo da pagare per essere stati dotati di un’intelligenza, a nostro avviso, superiore.

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