landi

Donne serpenti

Fate, maghi, fantasmi, principi e principesse, re e regine si intrecciano nelle fitte trame del saggio che dalla Persia, attraverso l’Oriente, passa per la laguna veneziana e arriva fino alle terre nordiche germaniche. Fiabe, miti, leggende, religioni si alternano nel cerchio della vita dell’emblematica e centrale figura dell’immortale Donna serpente. Un viaggio di ricerca, di formazione, di fedeltà, di amore che trascina il lettore in mondi fantastici e, allo stesso tempo, lo fa riflettere sull’attualità del messaggio di cui testi e personaggi si fanno portavoce, da Les mille et un jour, a La donna serpente di Carlo Gozzi, a Le fate di Richard Wagner.

Amoroso

Il cantastorie cieco

Il cantastorie fa parte di quella ristretta gilda di veggenti che ha imparato a trascurare ciò che è irrilevante ed è esente dalla sindrome di affaticamento informativo e da quel sovraccarico cognitivo che affannano le menti dell’età analogica e digitale. A compensare l’incipiente cecità il cantastorie ha sviluppato per contro quella capacità non sensoriale di vedere in profondità e di ricomporre le immagini del mondo che gli giungono incerte e disarticolate in una metaforica sarabanda con l’aiuto di consolidate teorie e di lisergici vaneggiamenti.
L’obiettivo che egli si propone per i lettori non è quello di persuadere, di propalare l’arcano o di rivelare verità assiomatiche, ma si accontenta di vagare tra cielo e terra, tra il mito e la cronaca. E gli argomenti trattati riguardano l’evoluzione genetica e culturale dell’uomo, le leggi fisiche e metafisiche a cui deve sottostare, la dicotomia corpo e anima, e infine la morte, la coscienza della fine della nostra esistenza che rappresenta il piccolo contributo da pagare per essere stati dotati di un’intelligenza, a nostro avviso, superiore.

Nicodemo

Tuorli d’elianto

Il tuo sguardo giallo
dirotta
la mia fede incallita,
e la tua sorte
mi scivola tra le dita

cronaca agosto templare

Cronaca di un

agosto templare

Dario, uno dei tre protagonisti, è un insegnante di matematica che abita in un piccolo paese dell’Appennino Dauno pugliese: Panni. Viene contattato dall’anziano Gios, trasferitosi a Roma alcuni decenni prima, deciso a confidargli le sue scoperte archeologiche. Gios, un personaggio che pare emergere da altri tempi, tira fuori – uno dopo l’altro, a volte con storie apparentemente scollegate e insignificanti – dati e tracce di tutte le epoche riguardanti la loro comune terra d’origine. Fra questi, molti sono i simboli iconografici dell’epoca medievale a prova di una presenza templare sino ad allora sconosciuta, sepolta e nascosta da vari sconvolgimenti avvenuti nelle epoche successive. A loro si unisce Claudia, anche lei appassionata di storia antica, amica di vecchia data di Gios. Fra i tre si stabilisce una solidarietà alimentata da continue scoperte e riscoperte di sorprendenti dettagli che saltano fuori dalle foto delle sculture e dei graffiti del paese. Le rivelazioni passano attraverso storie, ricostruzioni di eventi, foto satellitari, enigmi, ma anche fra avventure contro odierni avversari decisi a fermarli. Fino a che i tre non si inoltrano in segreti più grandi di loro…

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