Dell'Anno

Se questo

è amore

In nome delle donne, un saggio che sfida l’opinione pubblica proponendo un ampio studio sul fenomeno della violenza di genere. Un problema che non è un’emergenza, bensì un fenomeno culturale che ha le proprie radici nella disparità sociale da sempre esistita tra l’uomo e la donna.

Se la violenza non diventa clamorosa non se ne parla: è questo ciò che accade in Tv quando troppe realtà di soprusi quotidiani si eclissano dietro alla strumentalizzazione di pochi casi esasperati. Perché il male non è solo lo schiaffo, la pugnalata o lo strangolamento fino ad uccidere; il male è, prima di tutto, la spersonalizzazione, la denigrazione, l’insulto. Ed è da questi atteggiamenti banali che nasce la violenza, non dalla follia omicida. Per questo non basta che si parli del problema della violenza. È importante che se ne parli correttamente.

Fisogni

La profondità

del bene

A due anni dal processo al funzionario nazista Adolf Eichmann (1961), per il quale aveva coniato l’espressione di «banalità del male», Hannah Arendt concluse che «soltanto il bene ha profondità e può essere radicale», ripensando il nucleo di Le origini del totalitarismo (1948), ma non sviluppò questa sua intuizione. Cosa avrebbe potuto dire, la celebre pensatrice politica tedesca, la grande studiosa del nazismo, se avesse potuto leggere il Diario e le Lettere di Etty Hillesum, intellettuale ebrea morta a 29 anni ad Auschwitz, nel 1943, dopo un anno e mezzo trascorso nel campo di smistamento olandese di Westerbork?

Questo saggio intende mostrare come l’idea della “profondità del bene” trovi nella palpitante esperienza di vita di Hillesum una convincente risposta. A dare pienezza di senso all’esistere non è la felicità priva di spine, ma la sofferenza “sentita fino in fondo” e la capacità di “ospitare gli altri dentro di noi”, anche i propri aguzzini, come testimonia la vita breve di Etty, che sognava di viaggiare e scrivere romanzi. Andò verso la morte con lo zaino in spalla, cantando. Il suo pensiero, mai separabile dall’esperienza appassionata del vivere, viene qui esaminato in una prospettiva metafisica, come fonte di positum, positivum e bonum, tre passaggi decisivi per superare le aporie sollevate da quella arendtiana “profondità del bene” che sembra così in contrasto con le tragedie del Secolo Breve e, più in generale, con le miserie della condizione umana.

 

Squiccimarro

Kelly

Proprio dietro alle nostre spalle, oltre il muro della stanza o dentro le crepe del soffitto, succede, a volte, di sentire qualcosa che non c’è. Così capita, spesso, di raccontare storie di “alterità”, storie di fantasmi che fanno formicolare la carne e che rendono le ombre più nere. Un contatto possibile con un mondo nascosto, che ci sfiora ogni giorno. Nello spazio vuoto fra le cose, gli spiriti ci ricordano perché viviamo e, soprattutto, che c’è qualcosa di speciale, unico e irripetibile nell’essere vivi.

Ma provate voi a sentirvi seguiti ovunque da uno spirito dispettoso che conoscevate da piccini, tornato per ricordarvi che state dimenticando qualcosa. Provate voi a sentirvi accusati di qualcosa che siete sicuri di non aver commesso. Tra ricordi e apparizioni, presto la verità su quanto rimosso da una giovane maestra riaffiorerà dal suo inconscio, fino a svelare il vero motivo della comparsa di Kelly, l’amica immaginaria di quando era bambina.

Basso

L’alfabeto

delle mani

Le mani sono l’alfabeto della mente. Sono un po’ il guscio delle cose inattese e il rifugio delle nostre certezze. Per questo nelle “mani” di questi brevi racconti, intrisi di simboli, mistero e rivelazioni, tutto pesa a metà e una sillaba di rabbia e dolore può risolversi nel limpido, assoluto significato di un gesto. Perché se la vita non sai prenderla per mano, non toccarla; perché ci sono parole che solo le mani sanno dire; perché – come le mani – l’alfabeto è l’arma più affilata che abbiamo per vivere.

Così, la raccolta di racconti ci apre le sue pagine bianche come due mani tese, che aderiscono alle nostre e ci parlano alla mente e al cuore.

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  • Policromie (arte)
  • Cultura ed educazione in Europa

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