Ghilardi

Il santo con

due piedi sinistri

Pur nella varietà di studi che negli ultimi anni ha indagato in modo approfondito il fenomeno reliquiale, è rimasta nell’ombra una tipologia di reliquie – i corpisanti in ceroplastica – che a partire dal pontificato di Clemente XIV si iniziò a produrre a Roma, dapprima in una tecnica mista, per poi diffondersi in brevissimo tempo in quasi ogni angolo della città cattolica.

Il saggio, nel tracciare le principali coordinate storiche e religiose del fenomeno, si sofferma a riflettere sui luoghi e sui modi di produzione di tale classe di artigianato artistico-devozionale, facendo emergere la personalità di colui al quale è possibile assegnare con certezza la paternità del prototipo di tali simulacri reliquiali: Antonio Magnani.

Eseguite con grande perizia alcune ricomposizioni di scheletri rinvenuti nelle catacombe romane, Magnani ricevette dal Sacrista pontificio, per il quale svolgeva la propria attività, la carica di «Ristauratore de’ Corpi Santi della Cappella Pontificia», riconoscimento ufficiale che gli permise di monopolizzare per circa quaranta anni il mercato della santità martiriale alle orgini delle ceroplastica.

Alla luce di un caso di studio e con l’ausilio delle informazione ricavabili dall’impiego della tecnologia più avanzata – in modo particolare la radiologia digitale –, il contributo si prefigge inoltre di comprendere quanto realmente si conserva dei resti ossei dei presunti martiri all’interno dei maestosi reliquiari che, prodotti in modo seriale, simulano il momento del martirio.

GianniniTragedia

La tragedia del

confine orientale

Il saggio di Giorgio Giannini ha lo scopo di ricordare non soltanto la tragica vicenda delle foibe del 1943 e del 1945 nella Venezia Giulia e l’esodo di massa soprattutto dall’Istria e dalla Dalmazia nel dopoguerra, di cui parla la Legge 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito il Giorno del ricordo, che ricorre il 10 febbraio, ma anche i tragici fatti accaduti in quelle Regioni, dopo l’annessione successiva alla Grande Guerra. Ciò significa riportare alla memoria l’ ‘italianizzazione forzata’ della popolazione di lingua slovena e croata, con il tentativo di distruggerne cultura e tradizioni, messa in atto dal regime fascista. Due decenni drammatici per la popolazione locale di lingua non italiana, che possono spiegare almeno in parte, senza però giustificare, quanto è accaduto.

In Appendice al volume è inserito un approfondimento sulla ‘italianizzazione’ della popolazione tirolese in Alto Adige, simile a quella subita dalla popolazione slovena e croata della Venezia Giulia, che pochi conoscono.

Nell’ampia Documentazione, che arricchisce il saggio, è riportato il lungo iter legislativo per l’approvazione della Legge 30 marzo 2004 n. 92, durato oltre nove anni, insieme a una proposta di legge per la sua integrazione, prevedendo di ricordare nel Giorno del ricordo la politica di ‘italianizzazione’ della popolazione slovena e croata (e anche tirolese), attuata durante il regime fascista. è anche consultabile la Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena pubblicata dal governo sloveno nel 2001.

Paolacci

Soldatino

senza fucile

Siamo tutti un po’ soldati della vita: combattenti un po’ eroi e un po’ ribelli. Magari senza bombe e senza assalti, ma la nostra è una continua lotta contro il tempo.

Per questo il Soldatino del romanzo non si arma di fucile o baionetta, ma sceglie di fare della memoria la sua letteratura privata: le pagine del libro che tutti, in fondo, possiamo leggere dentro il nostro passato.

Sarà un compagno di giochi per i più piccini, il testimone di un mondo passato per gli adulti e la chiave da usare per rituffarsi in tempi lontani per coloro che li hanno vissuti.

Se non avessimo i ricordi a batterci dentro come un secondo cuore, d’altronde potremmo finire in mille pezzi anche dentro un rifugio a prova di bomba; mentre grazie alla memoria ci ritroveremo illesi sotto tutti i bombardamenti della vita.

Copertina_Suore

Quando ridono

le suore

Una raccolta di barzellette e aneddoti che fanno parte del mondo religioso vissuto da Suor Stella Okadar, per cercare di illuminare con l’ottimismo e la speranza i nostri giorni. Una libro simpatico e autoironico, che vuole portare gioia nelle case di tutti. Proprio quella gioia che, nonostante le sofferenze che non fanno sconti a nessuno, emerge in noi con forza dando il senso e la luce ai nostri giorni.

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